archiv/io
dal 21 gennaio al 26 febbraio 2016

a cura di Marco Tondello
Centro Culturale Altinate/S. Gaetano
, Padova


Nidi di ragni / 2016

Alice Tioli accumula e colleziona piccole tracce del vissuto reale: trasforma i propri capelli in confortevoli nidi, conserva con cura ossa di animali come dei talismani e confronta, in parallelismi formali, la struttura di piccoli coralli, o di rari fiori, con l’anatomia umana.

Ogni opera diventa di per sé un archivio, un catalogo, una lista di piccoli simulacri e oggetti che altrimenti si perderebbero, monumenti con una doppia memoria, personale e collettiva, tecnico-formale e contenutistica concettuale.


Comunicato stampa

L’antitesi che esiste tra ordine e disordine, tra ricordo e oblio, è alla base dell’impulso archivistico che caratterizza sempre più, non solo la società odierna, ma anche, lo stesso processo artistico: il semplice gesto di raccogliere, classificare e conservare, si trasforma in un medium estetico con il quale ripensare e raccontare i depositi della conoscenza e della coscienza individuale. In questa prospettiva, l’artista diventa un collezionista d’informazioni che crea personali modelli (o anti-modelli) d’archivio, con i quali misura ed interpreta il mondo reale e quello immaginario.

Tautologicamente, da uno stesso archivio, quello GAI – Giovani Artisti Italiani, si sono individuati e selezionati gli artisti che di questa tematica ne hanno sviluppato una singolare interpretazione e ricerca: le delicate opere di Daniela Berti e di Alice Tioli, ne rappresentano la valenza come codice necessario alla creazione, dove l’inventario diventa nuovamente invenzione; la ricerca di Sofia Paggioro e di Officina della Barbabietola, invece, riscoprono l’importanza della documentazione e dell’archiviazione, registrando silenziosamente, attraverso il disegno o la fotografia, il mondo che li circonda ed in ultimo, Davide Sgambaro, mostra la sua visione dell’archivio come simbolo del tempo e della memoria.

Artribune

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